Come già avvenuto per la musica, anche per l’acquisizione e la fruizione delle immagini il web e i mobile device stanno rivoluzionando mercato consumer e le abitudini degli utenti.
Facciamo un passo indietro. Per scattare una fotografia, prima dell’avvento dell’era digitale, bisognava avere a portata di mano una fotocamera più o meno ingombrante ed una pellicola (il rullino). Per godere del risultato, era necessario attendere sviluppo e stampa presso un negozio specializzato (salvo che non si disponesse di una Polaroid, che comunque aveva dei costi di gestione importanti). Non era possibile verificare la bontà dell’immagine se non dopo avere sostenuto il costo di stampa. Ogni scatto era quindi ponderato.
Con l’avvento delle fotocamere digitali le vecchie machine fotografiche a rullino sono andate in pensione ma soprattutto sono cambiate completamente ampiezza e modalità di uso, e si è allargata la base degli utilizzatori delle fotocamere.
Prima c’era il “fotografo” (tra gli amici e i parenti era quello appassionato di fotografia o semplicemente quello che si dedicava alla ripresa delle immagini) e i soggetti che erano interessati a vedere o ad acquisire quegli scatti avevano poche possibilità di rapida condivisione, dovevano infatti acquisire delle copie delle stampe o delle diapositive. Quindi tutto sommato poche immagini e nella disponibilità di pochi, importante delay temporale tra ripresa e fruizione.
Oggi il “fotografo” amatoriale si è… “diluito”. Scatta chiunque. Le fotocamere digitali infatti non richiedono una competenza particolare, fanno tutto da sole e rendono disponibile immediatamente il risultato, che - se non gradito - si può “gettare” a costo zero, possono essere fatti molti scatti senza pregiudizio per il portafogli. Le immagini si immagazzinano su supporti che consentono una condivisione rapida (es. le SD card) in quanto accettati da altri device, come i pc ad esempio. Da lì poi la condivisione sociale è un attimo (flickr, picasa, facebook…)
Un ulteriore rapido cambiamento, tuttavia, è in corso.
Più di un quarto delle fotografie (e dei video) oggi sono acquisite tramite smartphone. E’ una dato relativo agli Usa. Questo significa che le funzionalità on board degli smartphone sono destinate a cambiare il mercato anche delle fotocamere e delle videocamere “poin-and-shot”, quelle non appartenenti alla categoria delle professionali o delle prosumer.
La percentuale delle immagini riprese con smartphone in un anno è passata dal 17% al 27%, con un incremento del 44% (dati NPD Group); e il mercato delle fotocamere di base ha subito naturalmente un rallentamento, mentre va bene quello dei prodotti di più alta gamma e di taglio più professionale, come quelle con obiettivi intercambiabili, che ancora rispondono alle esigenze di fotografi più evoluti.
Gli smartphone in sostanza stanno prendendo il posto delle fotocamere point-and-shoot particolarmente per le riprese di momenti spontanei, mentre per occasioni e momenti più importanti fotocamere e camcorders rimangano device obbligatori.
Lo stesso Flickr testimonia che nell’ultimo anno gli uploads da mobile sono raddoppiati. La possibilità di uplodare sui social network in tempo reale fa degli smartphone un device particolarmente duttile e accattivante. Il social sharing è un driver non secondario.
E’ facile prevedere che l’approccio stesso al linguaggio delle immagini fotografiche cambierà notevolmente, risultando meno ingessato e sempre più “still life”.
In sostanza: fruizione facile e immediata, rapidissima condivisione, duttilità, fanno dello smartphone un device sempre più imprescindibile.